11 marzo 2018

10 ettari di cambiamento

Il Pane coraggioso è nato come una sfida: riuscire a riportare sulle nostre tavole un pane buono, fatto con varietà di grano antiche dal gusto impareggiabile, coltivate senza l’uso di pesticidi a due passi da dove vengono trasformate e lavorate, e pagate il giusto a chi ne cura la crescita in campo.

Ebbene, dopo un primo lavoro di ricerca, recupero e riproduzione durato più di due anni, ad oggi la Filiera Anticamente può contare su ben 10 ettari di grani antichi coltivati tra Meolo (Ve), Monastier (Tv) ed Eraclea (Ve).

Un’estensione che, nonostante le rese modeste che caratterizzano queste varietà scampate all’omologazione agraria degli anni ’50 e ’60, potrà finalmente garantirci a partire da fine estate 2018 un approvvigionamento di materia prima 100% di filiera.

Le varietà che vengono annualmente selezionate, riprodotte e coltivate con metodo naturale dalle aziende agricole De Faveri di Eraclea e Latifondo63 di Meolo sono il grano tenero Piave (con cui facciamo per es. la Pizz’antica), il grano tenero Gentilrosso (usato prevalentemente per i rinfreschi del lievito madre), il farro Monococco (usato per il Pan de Augusto e il Pan dea Gigia All Star),  e i due miscugli di grani teneri che usiamo per il Pan dea Gigia classico e il Pan dea Gigia con i semi.

La coltivazione in miscuglio (o in popolazione mista) è particolarmente interessante in quanto sfrutta il concetto di ibridazione e sinergia tra le specie per potenziare la già naturale resistenza delle varietà antiche alle variabili esterne (temperatura, umidità, precipitazioni, tipologia di terreno) e preservare la biodiversità vegetale, regalando alla farina e al pane una ricchezza di profumi e sapori impareggiabile e lasciando a chi verrà dopo di noi un ambiente libero dalla chimica.

Ricordiamo che tutte le varietà coltivate dalla nostra filiera non sono di proprietà delle multinazionali del seme. Questo significa che il chicco raccolto non è sterile, come nelle varietà moderne, ma pronto per essere riseminato e riprodotto all’infinito.

Un ringraziamento quindi a Sara, Mauro, Alberto e Alessandro per il prezioso lavoro che stanno facendo assieme a noi e soprattutto per aver accettato la sfida!

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